venerdì, 09 ottobre 2009
Da tanto trascuro il mio amato blog. La notte faccio sogni che potrebbero essere trasformati in racconti drammatici, paurosi, d'amore. Negli ultimi tempi mi sono dedicata al mio lavoro part-time, ai giochi. Qualche volta leggo. Avevo in mente un miliardo di progetti che non sono andati in porto perché non sono riuscita a laurearmi.
La laurea. Ormai non è più un investimento, è un obbligo, un perverso scherzo del destino, forse. Oppure l'ineluttabile andazzo delle cose.
Inutile dire che sento un senso di stanchezza infinita.
Non mi interessa studiare, apprendere.Lo stress degli esami mi ha tolto questa gioia.
Attendo con ansia la liberazione. E se non avessi quel paio di persone a cui rendere conto, me ne fregherei degli ultimi due esami e manderei tutto a fanculo. Ma sì, diciamole pure le parolacce ogni tanto. Se ne sprecano tante attorno a me.
Domenica parto e vado dai miei a risolvere questioni che non mi competono per conto di una madre malata. Mi chiedo se a volte sia possibile che una donna rifiuti di curarsi, rifiuti ciò che é meglio per sè, anche quando le  sue scelte stanno palesemente rovinando la sua vita e quella di chi la circonda, mi chiedo se è possibile aggrapparsi ad una speranza inutile, vana, inesistente.
Mi chiedo tante cose che non trovano risposta e ormai sono lanciata verso la rottura. O si cura, o non avrò più una madre. O sì, è scorretto da parte mia ma lo è anche da parte sua succhiarmi una parte di linfa, uccidermi i neuroni con l'ansia, il terrore, l'incertezza. Lo è quando una madre cerca una figlia che la sostituisca perché abbia tempo per illudersi tra una boccata e l'altra di sigarette che le uccidono lo stomaco.

NOn posso crederci. Io sto parlando così di mia madre. La stessa donna che porto a dieci palmi dal suolo.

Mi dicono che sono senza palle. Perché non ho affrontato subito, di petto, mia madre. Che comunque è pur sempre una madre, un'autorità pur non continuando a mantenermi.
La verità? Sono disperata. Gli studi non vanno mia madre sembra uno scheletro, io fratello è un disastro a scuola e quella megera di una preside vuole sbarazzarsene con l'assistente sociale.

Sono sola. Il mio compagno ha un miliardo di problemi ed i suoi sembrano sempre più grandi, anche se in fondo ho solo 23 anni...Vorrei tanto conforto, trovare una spalla su cui piangere, non dovermi commiserare. Sono dodici anni che faccio la seconda madre. Adesso basta.
Se mia madre non si cura, non ha più una figlia.
jayperry alle 21:24 in: riflessioni
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venerdì, 07 agosto 2009
1. Mai lasciarsi incantare dai complimenti. Siate lucidi e fermi.
2. Farsi dire subito quali saranno le mansioni e lo stipendio.
3. Accertarsi che il periodo di lavoro precedente il contratto sia o meno un periodo di prova e se questo verrà retribuito.
4. Non aspettarsi mai niente dal datore di lavoro.
5. Fare il proprio mestiere al meglio, cercare di imparare quanto più possibile e guardarsi intorno per eventuali migliori offerte, se lo si ritiene.
6. Rifiutare extra che non siano retribuiti, o se ne approfitteranno in eterno.
7. Evitare inutili confidenze e carinerie con il datore sul posto di lavoro.
8. Essere puntuali e precisi.
jayperry alle 19:18 in: riflessioni
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venerdì, 07 agosto 2009

In genere non mi occupo di politica ma ho visto un'immagine in parlamento che mi ha perplesso. C'era un esponente dell'Italia dei valori con una maglietta che recava la scritta: "Giorgio non firmare". La stessa maglietta poi l'avrebbero indossato gli altri membri del partito e altre persone durante una sfilata di protesta contro un decreto del governo.
Prima di tutto il Parlamento è un luogo istituzionale in cui ci si presenta vestiti in modo decente. Per fare azioni di protesta c'è la piazza.
Secondo punto, Giorgio Napolitano è la prima carica istituzionale del paese, è il Presidente della Repubblica e non lo si apostrofa chiamandolo per nome o dandogli del tu.
Quella maglietta è uno spettacolo desolante e brutto tanto quanto il tizio che sputò in Parlamento o quell'altro che aveva stappato lo spumante quando cadde il governo.
Quando si capirà che c'è un momento ed un luogo per tutto?! Anche questo denota un imbarbarimento del livello della politica e della sua dialettica. Lo scontro non si basa su insulti o sistemi di dubbia serietà, bensì su toni che possono anche essere accesi ma sempre rispettosi.
Bah.

Meglio che mi vedo Conan il detective, oggi si scopre come mai due gemelli monozigoti sono morti entrambi alla stessa ora dello stesso giorno, cadendo dal balcone di due diversi palazzi.
jayperry alle 13:11 in: riflessioni
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giovedì, 06 agosto 2009
Ho ritrovato vecchi compagni di scuola, vecchie insegnanti e vicine, zie e cugini, persino un fratellastro che ignorava la mia presenza.
E poi mi ha trovata il mio papà biologico.  Forse papà è troppo affettuoso, ma "padre" è sacro, troppo profondo, denso di significati. Questa paternità in fondo non voluta, capitata, come capita di attraversare una strada sconosciuta e rischiare di essere falciati da una Rolls Royce a massima velocità.
Ritrovare un vecchio conoscente, è stato più o meno così: divertente, ha stuzzicato la mia innata curiosità.
Non so dove sia, non ha risposto a questa mia muta domanda nel messaggio che mi ha inviato.
Quasi non si ricorda di avere un secondo figlio. Non cerco un padre, uno mi basta e avanza e poi, tra parentesi, ho perso pure quello. Sono nato per essere orfanao di padre, e mi sta pure bene. Però la mia sorellina continua a farsi domande. Un giorno la pianterà anche lei e se ne farà una ragione nel suo, nel nostro precario equilibrio di persone che fingo di saper affrontare un rifiuto così netto primordiale. Una donna forte come nostra madre, come diavolo si è messa con uno che, con due botte a distanza di anni l'ha messa subito incinta e poi l'ha abbandonata? Cos'era, un progetto autolesionista?
Non dirò a Rory di questo inaspettato incontro.
Non serve.
E quando sarà finita anche questa novità-perché finirà- mi dimenticherò di nuovo di un tizio che ogni tanto si ricorda di aver contribuito ad umentare il peso sulla terra.
jayperry alle 06:21 in: riflessioni, ricordi, vita, charlotteville
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sabato, 01 agosto 2009
Per esperienza so che le cose indispensabili sono quelle che aiutano a sopravvivere: Acqua e Cibo. Poi si aggiungono i vestiti e le scarpe.
Ho vissuto la mia adolescenza (quindi la parte essenziale della propria formazione) senza acqua calda, né corrente elettrica, senza tv, giochi elettronici, forno, nella capitale di un paese che invece si cibava di innovazioni, tecnologie.
La mia unica consolazione era la radio. Ciò mi ha fatto capire che in realtà, la musica dava un qualcosa in più alla mia vita. Ma ciò di cui avevo bisogno, ovvero le cose indispensabili erano le uniche cose di cui necessitassi. Abbiamo raggiunto il massimo della comodità, dalla macchina alle torce, ma in effetti,sembra non bastarci mai.
La letteratura, la scrittura, la filosofia, servono? Solo se ci piacciono e ci sono utili a sfondare barriere, a trovare la nostra dimensione, a saziare la nostra curiosità ed il nostro ego. ecco perché ci sono persone che non desiderano essere colte - se non per motivi di opportunità lavorative - ma preferiscono divertirsi, comprare abiti, viaggiare, andare alla disco; ed altre, invece, preferiscono "sapere". Poiché la conoscenza è potere ma anche sacrificio, sforzo, chiunque sa, si sente superiore al prossimo. Che si parli di calcio o di filosofia.
Ecco perché si può fare a meno di tutto nella misura in cui non ce ne serviamo, anche a costo della nostra vita.
jayperry alle 09:15 in: riflessioni
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giovedì, 23 luglio 2009
All'inizio c'è qualche problema con l'audio...
Il discorso che questa bambina canadese, all'epoca, a soli 13 anni, davanti ad alcuni degli uomini più potenti della terra, nel 1992, è certamente bello, efficace, ma purtroppo ha lasciato il tempo che ha trovato..infatti non vedo grandi politiche ambientali, o una diminuzione degli stati. Non importa chi abbia scritto quel messaggio, se lei, gli amici o i suoi genitori. Di certo c'era una grande volontà nella ragazzina perché poi, Severn Cullis-Suzuki si è laureata nel ramo ecologico e si batte intensamente per ciò in cui crede e le hanno bene insegnato. Se avete tempo guardatelo, è la dimostrazione di ciò che possiamo insegnare ai nostri figli. In particolare, due frasi mi hanno colpita nella loro semplicità: IF YOU CAN'T FIX IT THEN DON'T BREAK IT  (se non potete ripararlo allora non rompetelo!) e MAKE YOUR WORDS REFLECT YOUR ACTION! (Fate in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole)...
Già.
jayperry alle 13:56 in: riflessioni, personaggi
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venerdì, 26 giugno 2009

E’ stato un cantante, cantautore, ballerino, compositore, musicista, arrangiatore e produttore discografico statunitense ed ora, a soli 50 anni e 10 mesi, è morto. Ok, è vero, un po' se l'è cercata...Ma Jacko Jacko ha scritto e cantato delle canzoni splendide.

Saperlo morto conclude un'era, quasi. Manca solo che muoia anche Madonna e sarà finita per una parte del pop, quella di spessore. Michael Joseph Jackson (Gary, 29 agosto1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009) é morto e non so perché ma mi lascia un po' di tristezza questo fatto. Mi dispiace per la sua famiglia, o ciò che ne rimane, e chissà che la sua anima adesso non si riposi per sempre. Per davvero.

Farrah Leni Fawcett (Corpus Christi, 2 febbraio 1947 – Santa Monica, 25 giugno 2009), è stata un'attrice statunitense, icona della cultura pop e un sex-symbol degli anni settanta, una dei tre angeli di Charlie, che ha lanciato una moda con i suoi splendidi capelli biondi, ed è stata  anche sfortunata. Ha avuto due tumori a distanza di anni e alla fine, prima di lasciare questo postaccio chiamato mondo, non ha fatto neppure in tempo a sposarsi….

In fondo non siamo che esseri umani, e proprio per qesto, nelle nostre follie, nei nostri dolori, non possiamo che rispettare la vita  e la morte e mandare un pensiero, o una preghiera, alle famiglie di queste persone.

R.I.P.

 

26-06-2009 6.29

26-06-2009 6.24
jayperry alle 05:33 in: riflessioni, vita, personaggi
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martedì, 14 aprile 2009

Dapprima appare stanchezza, poi sembra pigrizia...ti coglie subdola, alle spalle, ti fa credere di essere indifferenza e addirittura mancanza di fantasia e alla fine, quando è troppo tardi, eccola, ti si rivela: la noia!

jayperry alle 17:37 in: riflessioni
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venerdì, 10 aprile 2009

L'Aquila fu poi interessata, pur se in modo secondario, dal terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915. Ed il 24 giugno del 1958 un nuovo sisma interessa direttamente la città.

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32 un terremoto, stimato in un magnitudo di 5.8 della Scala Richter e tra 8 e 9 di distruzione della Scala Mercalli, con epicentro situato tra i paesi di Genzano, Colle di Roio e Collefracido[4], scuote il centro italia, dopo diversi mesi di leggere scosse localizzate e percepite solo nei paesi limitrofi al capoluogo. Alcuni edifici crollano nel capoluogo e nei paesi limitrofi, quali Onna(completamente rasa al suolo), Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Nel capoluogo abruzzese, tra gli altri, risultano crollati: una parte della 'Casa dello Studente', l'ateneo del capoluogo abruzzese, l'edificio della Prefettura, l'hotel "Duca degli Abruzzi", la cupola della chiesa delle Anime Sante e lo stesso simbolo della città, posto su Porta Napoli. Nell'area colpita dal sisma si contano oltre duecentottanta vittime e duemila feriti.Il terremoto inoltre rende inagibile il 90% dell'ospedale civile, aggravando ulteriormente la situazione. Un'altra forte scossa, di 5.5 gradi Richter, ha colpito la città alle ore 19.48 del 7 aprile 2009. Nei giorni successivi, numerose altre scosse di altalenante magnitudo hanno interessato le zone intorno alla città.

(fonte: Wikipedia)


02(325)
FIORE_bigSEMBRA UNA CITTA' BOMBARDATA E INVECE E' LA TRAGEDIA CHE SEGUE UN TERREMOTO.
SONO MORTE TANTE PERSONE, AD OGGI SE NE CONTANO 289 FRA CUI  UN VIGILE, UN SOCCORRITORE VOLONTARIO STRONCATO DA UN INFARTO, UN GIOCATORE RUGBY E POI DUE RAGAZZINE ABBRACCIATE FRA LORO, UNA FAMIGLIA INTERA: PAPA', BAMBINA DI DUE ANNI, E MADRE INCINTA DI NOVE MESI... IL DRAMMA E' DI CHI E' ANCORA VIVO. SCORRONO LACRIME, DOLORE. UNA SIGNORA HA DETTO: PENSAVAMO DI AVERE POCO E INVECE, ADESSO CI ACCORGIAMO CHE ERA TUTTO CIO' CHE AVEVAMO. GIA'. E' TUTTO COSì LABILE, TUTTA QUESTA CORSA CONTRO IL TEMPO, IL TEMPO CHE PERDIAMO A CERCARE IL MODO DI AVERE PIù SOLDI, IL TEMPO CHE SOTTRIAMO AI NOSTRI CARI E AL NOSTRO REALE BENESSERE...BASTA UNA SCOSSA, E L'UOMO SI RIVELA PER CIò CHE E': SOLO UN UOMO APPUNTO. CHE NON PUò NIENTE CONTRO LA NATURA.
OGGI, ALLE UNDICI, SI E' FERMATA L'ITALIA, CON QUALCHE MINUTO DI SILENZIO IN SEGNO DI LUTTO NAZIONALE, PERCHE' CI SONO STATI I FUNERALI. QUATTRO LUNGHE FILE DI BARE.
SI LEVANO AL CIELO PENSIERI E PREGHIERE.
RIPOSINO IN PACE.
jayperry alle 13:06 in: riflessioni, vita, dolore
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venerdì, 13 febbraio 2009
Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c'è nascosto qualche cosa che non muore.
Se cercate in ogni sguardo dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore.

Il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno.

Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente,
le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è qui vicino.

Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di più,
ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu:
è la pioggia che va
e ritorna il sereno,
è la pioggia che va
(e ritorna il sereno)

Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato,
il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato.

Noi non vogliamo cadere,
non possiamo cadere più in giù,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va.
jayperry alle 21:26 in: musica, riflessioni, vita, malinconia
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