giovedì, 05 giugno 2008

Patrick Daniel Tillman (San José, 6 novembre 1976 – Sperah, 22 aprile 2004) è una delle numerose vittime della guerra in Iraq, l'interminabile guerra più insensata del nuovo millennio. Questo ragazzo molla il football, di cui è una stella, e si arruola con suo fratello nell'esercito, in Afghanistan, convinto di dover difendere la sua nazione dai terroristi che pare si annidino proprio in quella nazione. Parte, è convinto. Poi comincerà la guerra in Iraq, ma lui, pur partendo perché sa di aver preso un grosso impegno non è d'accordo e anzi, durante le elezioni del 2004 chiede ai commilitoni di votare per John Kerry.
Pat Tillman verrà ucciso il 22 maggio da un fuoco amico. Per mesi però, tutti, da Donald Rumsfeld a George Bush, parleranno di lui come di un eroe che ha abbandonato la popolarità e la fama, per essere sacrificato dai nemici. I nemici...che in realtà inossavano la sua stessa divisa e se non fosse stato per la tenacia di suo fratello, e di sua madre, nessuno avrebbe mai saputo la verità. Nessuno avrebbe mai saputo che grossa bugia è la guerra in Iraq e la guerra in genere. Al suo funerale, con le sue belle foto fra le bandiere e i fiori sono state dette delle balle. Dietro le bugie i suoi abiti bruciati, le prove occulate, il dolore di un fratello che per tre quarti d'ora attende di capire che diamine sia successo, di una madre che si chiede come mai ad un ragazzo ammazzato con tre colpi alla testa viene fatta la defibrillazione.
Non stimo le persone che vanno in guerra volontariamente, soprattuo in queste guerre che mietono vittime fra i civili. Ma questo ragazzo è un'eroe per la nobiltà dei suoi sentimenti. Sappiamo com'è difficile mollare la fama, soprattuto se lo si fa per abbracciare la morte. Questo ragazzo non meritava di essere pugnalato. Ha detto sua madre: "Pat non era perfetto, ma sicuramente onesto e non avrebbe voluto che gli venisse data una medaglia d'argento, come qeulla che si da ad un soldato se viene ucciso da fuoco nemico".
Pat: ha rifiutato la sua popolarità, non ha voluto accedere a gradi superiori, ha voluto cominicare da zero, come gli altri. Eppure è la sua stessa popolarità a consentire a sua madre di non far spegnere i riflettori su una storia tanto vergognosa.
Pat Tillman rappresenta il sudiciume di una storia che alla fine, è sempre la stessa ma che ogni tanto, premia anche gli umili.

Addio Tillman!

jayperry alle 10:36 in: riflessioni, storie, uomini, dolore, guerra, vergogna
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