In una fumosa trattoria ateniese. "Eschilo, Eschilo, che qui si Sofocle, ma attenzione alle scale, che sono Euripide, se no cadi e Tucidide!"
Risposta di un tizio: "E chi Senofonte?".
Un tipo scende le scale distrattamente, ruzzola e finisce la corsa disteso sul pavimento del pianterreno: "Stesicoro".
Quello che dava i consigli, affacciandosi alla ringhiera, "Ariovisto?"
Il tipo si rialza ed esce in strada massaggiandosi il fondo schiena "Devo aver battuto l'Esculapio..."
La gente di sopra, dopo aver assistito a questa scenetta, chiede al titolare "Ma chi era?"
"Eratostene."
Commento finale "Dio, cleziano!"
Trucchi come questi nelle scuole e nelle università se ne imparano molti. Ricordo che alle elementari, per insegnarci i nomi delle maggiori alture italiane, girava questa frase:
MArittime, COzie, GRAie, PENnine, LEpontine, REtiche, CArniche, GIUlie.
E poi c'è VALIGIA (o Saligia, come me l'hanno insegnata)che ricorda i 7 vizi capitali:
Vanità(Superbia), Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia.
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"Com'è la vita a 100 anni?"
Rita Levi Montalcini:
“Cosa vuol dire che l’acqua è un bene comune: comune rispetto a quale comunità, il villaggio la religione la nazione o il mondo intero? Chi ha diritto a cosa e chi lo stabilisce? La risposta non è né ovvia né scontata; si è semmai fissata nella tradizione così in profondità che non appena subentrano elementi nuovi che la mettono in discussione, scattano istantaneamente tabù e reazioni di principio.”
Antonio Massarutto, “L’acqua”, p. 28
Sto scrivendo la mia tesi. A dire il vero, l'ho appena cominicata. E' una roba impegnativa, su beni comuni e in particolar modo l'acqua da un punto di vista politico, sociale, economico in Europa e in Africa.
E' un tema interessante ma complesso, mi sto facendo aiutare dal mio libraio pigro che mi trova i libri e da un grande dottore, epidemiologo ed esperto in alimentazione, a cui accenderò un cero. Mi ha ispirata, mi presta i libri, mi aiuta in ogni modo possibile...Un giorno di questi, quando mio fratello si riprende dalla febbre (vi rendete conto: 39 di febbre!!!) andrò a trovarlo, e gli dirò a che punto sono. Non pensavo esistesse gente di questo tipo: colta ma modesta ,generosa e sensata, appassionata ad una causa, nonstante anni ed anni di lavoro, delusioni di ogni tipo, la trippa un po' più grossa.
Ieri il librario, mi ha dato un libro di Giuseppe Altamore, Acqua S.p.A. edito da Mondadori. Come finisco il libro di Massarutto, che comuqnue consiglio perché è chiaro e lineare, me lo leggo. Ora ho un paio di settimane di vacanze e voglio sfruttare al meglio ogni giorno! In effetti, tutto l'entusiasmo che ho perso per l'università sta riaffiorando timidamente con questo progetto. Ci tengo a fare una bella cosa, poco comune, che abbia senso. Ed è l'ultimo tributo a chi crede e ha creduto tanto in me in questi lunghi anni di scolarizzazione. L'ultima fatica.
Byez

“Non sono gli anni a farti diventare vecchio…Si invecchia quando si abbandonano i propri sogni. Giovane è chi accetta, nonstante tutto, di continuare ad amare e a soffrire…Chi non indietreggia di fronte all’incerto, e spesso crudele, gioco della vita.”
Da Dylan Dog n. 621: “Saluti da Moonlight” p.98
















