lunedì, 25 maggio 2009
Sto insegnando l'italiano ad una famiglia di tre brasiliani.,composta di una mamma e due bambini di 9 e 13 anni. E' divertente e bellissimo, le lingue sono una  mia passione. Un'esperienza totalemnte nuova che mi ha riportatato indietro negli anni, quando frequentavo il linguistico e, almeno i primi due anni, ero piena di entusiasmo. In cambio mi insegnano le parole in portoghese.
Memore delle mie noiosisime lezioni di liceo, cerco di insegnare loro divertendoli. Faccio centinaia di esempi, li stimolo a parlare in italiano, e mi invento ogni volta qualcosa per rendere le lezioni più movimentate e divertenti. L'altro giorno mi sono portata gli scioglilingua, attraverso i quali apprendono la pronuncia di termini apparentemente simili fra loro, imparano nuove parole e trovano i verbi nelle loro svariate declinazioni. Ho cominicato il 15 maggio e da allora di incontriamo tre volte la settimana, per un'ora, in un locale destinato agli anziani: la prima volta che ci sono andata mi sono ritrovata davanti ad una distesa di teste bianche, quasi tutte intente a giocare a carte. Giusto qualcuno, in piedi vicino al distributore automatico, sorseggiava un caffè. Cinque o sei altri, guardavano la tv. Sono rimasta sbalordita. Non so perché. Non avevo mai visto tante persone anziane tutte insieme. A prima vista sembravano dei replicanti. Erano ovunque. Poi, la stanza è divisa da un separè, dietro il quale si cela l'ufficio dell'amministratore, le cui chiavi sono gelosamene custodite dal signor Angiolino, capelli da militare e zero denti. Minuto, sempre con una camicia a mezze maniche e i pantaloni marroni, mi accoglie sulla soglia e mi fa entrare nell'ufficio, dove faccio le lezioni, senza che nessuno mi disturbi. Ogni tanto la mie lezioni coincidono con quelle del signor Piepoli, un mio amico con una memoria incredbile ed una memoria eccezionale, professore dell'Università della Terza età, con i suoi dieci, quindici studenti, con le penne in mano, che si godono la libertà della vecchiaia, con una maturità tenera. Credo che dedicherò loro qualche passaggio nei miei racconti su Charlotteville, che posterò qui, non appena saranno decenti. Comunque oggi vado a far lezione ed ogni volta pensarci mi prova una sorta di eccitamento della quale sono grata!
Voglio concentrarmi sui verbi, sul passato remoto in particolar modo e così ho pensato di portare un cruciverba creato  da me tramite il programma
EclipseCrossword.Non vi dico che fatica per trovarne un cruciverba con iverbi!per fortuna mi sono imbattuta sul sito linguistica italiana.net!
Vado a mangiare, studio un po' e poi...a lavoro!Adieu!
 
jayperry alle 11:57 in: vita, scuola, per sorridere
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