giovedì, 07 maggio 2009
Quando andavo in collegio, il sabato era il giorno dei "lavoretti". Disegni da incorniciare, centrini, lavori di filetto che diventavano cuscini e così via...ne ho ancora parecchi a casa di mamma. Era una giornata di festa, si usciva un'ora prima, le bambine "interne" come chiamavano noi che vivevamo nel convento, rivedevano i propri genitori, anche se solo per un paio di giorni, e si raccontavano barzellette, storie. In particolare, ricordo alcune canzoncine che la suora, Suor Luigia, ci cantava. era una donna imponente, con un viso tondo e un sorriso ammaliante, portava gli occhiali e aveva i capelli fini e grigi, brillanti.
Ricordo che ne ero terrorizzata e ricordo un paio di ceffoni dolorosissimi che mi appioppò una volta, con quelle stesse mani capaci di suonare splendide melodie al pianoforte, in chiesa. Eppure le volevo un gran bene, mi ha insegnato molte cose e da superiora dell'istituto, è stata comprensiva e gentile. Peccato che il suo mandato scadesse proprio mentre ero in quarta elementare, abituarsi alla strega che venne poi fu duro, mai visto donna più subdola e cattiva, degna di qualche film Disney.
Comunque, ricordo una canzoncina che suor Luigia ci cantava.
Diceva, più o meno così:
Ricordo che ne ero terrorizzata e ricordo un paio di ceffoni dolorosissimi che mi appioppò una volta, con quelle stesse mani capaci di suonare splendide melodie al pianoforte, in chiesa. Eppure le volevo un gran bene, mi ha insegnato molte cose e da superiora dell'istituto, è stata comprensiva e gentile. Peccato che il suo mandato scadesse proprio mentre ero in quarta elementare, abituarsi alla strega che venne poi fu duro, mai visto donna più subdola e cattiva, degna di qualche film Disney.
Comunque, ricordo una canzoncina che suor Luigia ci cantava.
Diceva, più o meno così:
Un giorno nel paese dei ranocchi,
una rana con la gobba fin lassù,
che si credeva tanto tanto bello,
e rimirava con il naso in su,
un giorno vide un bel ranocchino...
che un bell'inchino gli voleva far...
(sprezzante lo spostò) dal suo cammino e
dicendogli: <<brutto!>>lo insultò.
Il vicino lo guardò, sorridendo per un po' e questa
canzoncina piano piano gli cantò:
<<Fratellino fratellino,
siamo compagni del destino
e se la differenza c'è...
Io non faccio come te!
Fratellino su rifletti...
bada un poco ai tuoi difetti!
Se ti specchi vedi che...
Sei più brutto assai di me...!
Non guardare al fuscellino
che é nell'occhio del vicino...
Pensa invece assai di più
alla trave che c'hai tu!>>
purtroppo l'ho cercata ma non la trovo su internet, mi piacerebbe sapere se c'è un seguito e quali sono le parole che mi mancano.una rana con la gobba fin lassù,
che si credeva tanto tanto bello,
e rimirava con il naso in su,
un giorno vide un bel ranocchino...
che un bell'inchino gli voleva far...
(sprezzante lo spostò) dal suo cammino e
dicendogli: <<brutto!>>lo insultò.
Il vicino lo guardò, sorridendo per un po' e questa
canzoncina piano piano gli cantò:
<<Fratellino fratellino,
siamo compagni del destino
e se la differenza c'è...
Io non faccio come te!
Fratellino su rifletti...
bada un poco ai tuoi difetti!
Se ti specchi vedi che...
Sei più brutto assai di me...!
Non guardare al fuscellino
che é nell'occhio del vicino...
Pensa invece assai di più
alla trave che c'hai tu!>>
jayperry alle 07:56 in: ricordi, scuola, storie, passato, per sorridere
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