venerdì, 26 giugno 2009

E’ stato un cantante, cantautore, ballerino, compositore, musicista, arrangiatore e produttore discografico statunitense ed ora, a soli 50 anni e 10 mesi, è morto. Ok, è vero, un po' se l'è cercata...Ma Jacko Jacko ha scritto e cantato delle canzoni splendide.

Saperlo morto conclude un'era, quasi. Manca solo che muoia anche Madonna e sarà finita per una parte del pop, quella di spessore. Michael Joseph Jackson (Gary, 29 agosto1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009) é morto e non so perché ma mi lascia un po' di tristezza questo fatto. Mi dispiace per la sua famiglia, o ciò che ne rimane, e chissà che la sua anima adesso non si riposi per sempre. Per davvero.

Farrah Leni Fawcett (Corpus Christi, 2 febbraio 1947 – Santa Monica, 25 giugno 2009), è stata un'attrice statunitense, icona della cultura pop e un sex-symbol degli anni settanta, una dei tre angeli di Charlie, che ha lanciato una moda con i suoi splendidi capelli biondi, ed è stata  anche sfortunata. Ha avuto due tumori a distanza di anni e alla fine, prima di lasciare questo postaccio chiamato mondo, non ha fatto neppure in tempo a sposarsi….

In fondo non siamo che esseri umani, e proprio per qesto, nelle nostre follie, nei nostri dolori, non possiamo che rispettare la vita  e la morte e mandare un pensiero, o una preghiera, alle famiglie di queste persone.

R.I.P.

 

26-06-2009 6.29

26-06-2009 6.24
jayperry alle 05:33 in: riflessioni, vita, personaggi
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martedì, 26 maggio 2009
Hai passato gli ultimi anni dopo l'adolescenza a ricordare un passato sfumato, cercando di tenerlo in vita. Ti ci sei aggrappato, hai immaginato come sarebbe stato rivedervi, salutarvi, raccontarvi...E poi lo vedi. E ti accorgi che i vostri occhi si riflettono, ma nei suoi c'è il vuoto. E presto, quel vuoto entra nel tuo sguardo. Hai sognato e sperato da sola. Il passato è morto. Molto tempo fa.
jayperry alle 09:43 in: passato, charlotteville
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martedì, 26 maggio 2009
Quando andavo al liceo la prof ci insegnò questa frase:
Eschilo, Eschilo signori, che qui si Sofocle, attenti alle scale che sono Euripide e c'è Pericle di cadere, sennò Tucidide!
per ricordarci dei più grandi tragediografi della storia greca , Eschilo, Sofocle ed Euripide, vissuti nell'età di Pericle.

In una fumosa trattoria ateniese. "Eschilo, Eschilo, che qui si Sofocle, ma attenzione alle scale, che sono Euripide, se no cadi e Tucidide!"

Risposta di un tizio: "E chi Senofonte?".
Un tipo scende le scale distrattamente, ruzzola e finisce la corsa disteso sul pavimento del pianterreno: "Stesicoro".
Quello che dava i consigli, affacciandosi alla ringhiera, "Ariovisto?"
Il tipo si rialza ed esce in strada massaggiandosi il fondo schiena "Devo aver battuto l'Esculapio..."
La gente di sopra, dopo aver assistito a questa scenetta, chiede al titolare "Ma chi era?"
"Eratostene."
Commento finale "Dio, cleziano!"

Trucchi come questi nelle scuole e nelle università se ne imparano molti. Ricordo che alle elementari, per insegnarci i nomi delle maggiori alture italiane, girava questa frase:
MA CON GRAN PENA LE RECA GIù
MArittime, COzie, GRAie, PENnine, LEpontine, REtiche, CArniche, GIUlie.

E poi c'è VALIGIA (o Saligia, come me l'hanno insegnata)che ricorda i 7 vizi capitali:
Vanità(Superbia), Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, A
varizia.
jayperry alle 07:41 in: citazioni, ricordi, scuola, aforismi
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lunedì, 25 maggio 2009
Sto insegnando l'italiano ad una famiglia di tre brasiliani.,composta di una mamma e due bambini di 9 e 13 anni. E' divertente e bellissimo, le lingue sono una  mia passione. Un'esperienza totalemnte nuova che mi ha riportatato indietro negli anni, quando frequentavo il linguistico e, almeno i primi due anni, ero piena di entusiasmo. In cambio mi insegnano le parole in portoghese.
Memore delle mie noiosisime lezioni di liceo, cerco di insegnare loro divertendoli. Faccio centinaia di esempi, li stimolo a parlare in italiano, e mi invento ogni volta qualcosa per rendere le lezioni più movimentate e divertenti. L'altro giorno mi sono portata gli scioglilingua, attraverso i quali apprendono la pronuncia di termini apparentemente simili fra loro, imparano nuove parole e trovano i verbi nelle loro svariate declinazioni. Ho cominicato il 15 maggio e da allora di incontriamo tre volte la settimana, per un'ora, in un locale destinato agli anziani: la prima volta che ci sono andata mi sono ritrovata davanti ad una distesa di teste bianche, quasi tutte intente a giocare a carte. Giusto qualcuno, in piedi vicino al distributore automatico, sorseggiava un caffè. Cinque o sei altri, guardavano la tv. Sono rimasta sbalordita. Non so perché. Non avevo mai visto tante persone anziane tutte insieme. A prima vista sembravano dei replicanti. Erano ovunque. Poi, la stanza è divisa da un separè, dietro il quale si cela l'ufficio dell'amministratore, le cui chiavi sono gelosamene custodite dal signor Angiolino, capelli da militare e zero denti. Minuto, sempre con una camicia a mezze maniche e i pantaloni marroni, mi accoglie sulla soglia e mi fa entrare nell'ufficio, dove faccio le lezioni, senza che nessuno mi disturbi. Ogni tanto la mie lezioni coincidono con quelle del signor Piepoli, un mio amico con una memoria incredbile ed una memoria eccezionale, professore dell'Università della Terza età, con i suoi dieci, quindici studenti, con le penne in mano, che si godono la libertà della vecchiaia, con una maturità tenera. Credo che dedicherò loro qualche passaggio nei miei racconti su Charlotteville, che posterò qui, non appena saranno decenti. Comunque oggi vado a far lezione ed ogni volta pensarci mi prova una sorta di eccitamento della quale sono grata!
Voglio concentrarmi sui verbi, sul passato remoto in particolar modo e così ho pensato di portare un cruciverba creato  da me tramite il programma
EclipseCrossword.Non vi dico che fatica per trovarne un cruciverba con iverbi!per fortuna mi sono imbattuta sul sito linguistica italiana.net!
Vado a mangiare, studio un po' e poi...a lavoro!Adieu!
 
jayperry alle 11:57 in: vita, scuola, per sorridere
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giovedì, 07 maggio 2009
Quando andavo in collegio, il sabato era il giorno dei "lavoretti". Disegni da incorniciare, centrini, lavori di filetto che diventavano cuscini e così via...ne ho ancora parecchi a casa di mamma. Era una giornata di festa, si usciva un'ora prima, le bambine "interne" come chiamavano noi che vivevamo nel convento, rivedevano i propri genitori, anche se solo per un paio di giorni, e si raccontavano barzellette, storie. In particolare, ricordo alcune canzoncine che la suora, Suor Luigia, ci cantava. era una donna imponente, con un viso tondo e un sorriso ammaliante, portava gli occhiali e aveva i capelli fini e grigi, brillanti.
Ricordo che ne ero terrorizzata e ricordo un paio di ceffoni dolorosissimi che mi appioppò una volta, con quelle stesse mani capaci di suonare splendide melodie al pianoforte, in chiesa. Eppure le volevo un gran bene, mi ha insegnato molte cose e da superiora dell'istituto, è stata comprensiva e gentile. Peccato che il suo mandato scadesse proprio mentre ero in quarta elementare, abituarsi alla strega che venne poi fu duro, mai visto donna più subdola e cattiva, degna di qualche film Disney.
Comunque, ricordo una canzoncina che suor Luigia ci cantava.
Diceva, più o meno così:
Un giorno nel paese dei ranocchi,
una rana con la gobba fin lassù,
che si credeva tanto tanto bello,
e rimirava con il naso in su,
un giorno vide un bel ranocchino...
che un bell'inchino gli voleva far...
(sprezzante lo spostò) dal suo cammino e
dicendogli: <<brutto!>>lo insultò.
Il vicino lo guardò, sorridendo per un po' e questa
canzoncina piano piano gli cantò:
<<Fratellino fratellino,
siamo compagni del destino
e se la differenza c'è...
Io non faccio come te!
Fratellino su rifletti...
bada un poco ai tuoi difetti!
Se ti specchi vedi che...
Sei più brutto assai di me...!
Non guardare al fuscellino
che é nell'occhio del vicino...
Pensa invece assai di più
alla trave che c'hai tu!>>


purtroppo l'ho cercata ma non la trovo su internet, mi piacerebbe sapere se c'è un seguito e quali sono le parole che mi mancano.
jayperry alle 07:56 in: ricordi, scuola, storie, passato, per sorridere
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martedì, 14 aprile 2009

Dapprima appare stanchezza, poi sembra pigrizia...ti coglie subdola, alle spalle, ti fa credere di essere indifferenza e addirittura mancanza di fantasia e alla fine, quando è troppo tardi, eccola, ti si rivela: la noia!

jayperry alle 17:37 in: riflessioni
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venerdì, 10 aprile 2009

L'Aquila fu poi interessata, pur se in modo secondario, dal terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915. Ed il 24 giugno del 1958 un nuovo sisma interessa direttamente la città.

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32 un terremoto, stimato in un magnitudo di 5.8 della Scala Richter e tra 8 e 9 di distruzione della Scala Mercalli, con epicentro situato tra i paesi di Genzano, Colle di Roio e Collefracido[4], scuote il centro italia, dopo diversi mesi di leggere scosse localizzate e percepite solo nei paesi limitrofi al capoluogo. Alcuni edifici crollano nel capoluogo e nei paesi limitrofi, quali Onna(completamente rasa al suolo), Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Nel capoluogo abruzzese, tra gli altri, risultano crollati: una parte della 'Casa dello Studente', l'ateneo del capoluogo abruzzese, l'edificio della Prefettura, l'hotel "Duca degli Abruzzi", la cupola della chiesa delle Anime Sante e lo stesso simbolo della città, posto su Porta Napoli. Nell'area colpita dal sisma si contano oltre duecentottanta vittime e duemila feriti.Il terremoto inoltre rende inagibile il 90% dell'ospedale civile, aggravando ulteriormente la situazione. Un'altra forte scossa, di 5.5 gradi Richter, ha colpito la città alle ore 19.48 del 7 aprile 2009. Nei giorni successivi, numerose altre scosse di altalenante magnitudo hanno interessato le zone intorno alla città.

(fonte: Wikipedia)


02(325)
FIORE_bigSEMBRA UNA CITTA' BOMBARDATA E INVECE E' LA TRAGEDIA CHE SEGUE UN TERREMOTO.
SONO MORTE TANTE PERSONE, AD OGGI SE NE CONTANO 289 FRA CUI  UN VIGILE, UN SOCCORRITORE VOLONTARIO STRONCATO DA UN INFARTO, UN GIOCATORE RUGBY E POI DUE RAGAZZINE ABBRACCIATE FRA LORO, UNA FAMIGLIA INTERA: PAPA', BAMBINA DI DUE ANNI, E MADRE INCINTA DI NOVE MESI... IL DRAMMA E' DI CHI E' ANCORA VIVO. SCORRONO LACRIME, DOLORE. UNA SIGNORA HA DETTO: PENSAVAMO DI AVERE POCO E INVECE, ADESSO CI ACCORGIAMO CHE ERA TUTTO CIO' CHE AVEVAMO. GIA'. E' TUTTO COSì LABILE, TUTTA QUESTA CORSA CONTRO IL TEMPO, IL TEMPO CHE PERDIAMO A CERCARE IL MODO DI AVERE PIù SOLDI, IL TEMPO CHE SOTTRIAMO AI NOSTRI CARI E AL NOSTRO REALE BENESSERE...BASTA UNA SCOSSA, E L'UOMO SI RIVELA PER CIò CHE E': SOLO UN UOMO APPUNTO. CHE NON PUò NIENTE CONTRO LA NATURA.
OGGI, ALLE UNDICI, SI E' FERMATA L'ITALIA, CON QUALCHE MINUTO DI SILENZIO IN SEGNO DI LUTTO NAZIONALE, PERCHE' CI SONO STATI I FUNERALI. QUATTRO LUNGHE FILE DI BARE.
SI LEVANO AL CIELO PENSIERI E PREGHIERE.
RIPOSINO IN PACE.
jayperry alle 13:06 in: riflessioni, vita, dolore
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sabato, 28 marzo 2009
Paolo Giordano:
"Com'è la vita a 100 anni?"

Rita Levi Montalcini:
"Il corpo faccia ciò che vuole...IO SONO LA MENTE!"

Intervista su Wired n.01 Marzo 2009
jayperry alle 13:57 in: citazioni, vita
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venerdì, 13 febbraio 2009
Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c'è nascosto qualche cosa che non muore.
Se cercate in ogni sguardo dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore.

Il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno.

Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente,
le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è qui vicino.

Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di più,
ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu:
è la pioggia che va
e ritorna il sereno,
è la pioggia che va
(e ritorna il sereno)

Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato,
il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato.

Noi non vogliamo cadere,
non possiamo cadere più in giù,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va.
jayperry alle 21:26 in: musica, riflessioni, vita, malinconia
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venerdì, 13 febbraio 2009
Non sono un'appassionata di gialli ma ad ottobre, come avevo già scritto, ho fatto incetta di libri dell'edizione Newton Gialli. Ebbene, ho trovato dei libri meravigliosi che mi tengono incollata fino a l'una di notte, facendomi dimenticare dei giochi sul computer, dei miei telefilm preferiti e qualche volta, anche del mio old boy che russa!
Li ho raggruppati per autori per rendermi conto dello stile dell'autore e  farmi un'idea del panorama giallo a cavallo fra il 1800 ed il 1900.
In questo periodo sto leggendo i libri di Earl Derr Biggers, uno scrittore nato nell'Ohio nel lontanissimo 1884 e morto nel 1933, laureato ad Harvard e, a mio avviso, grande giallista. Come molti, da Agatha Christie con Hercule Poirot a  Camilleri con Salvo Montalbano, Biggers ha un investigatore particolare che domina le scene: Charlie Chan, un cinese naturalizzato americano in quanto residente alle Hawaii, con dieci figli ed una moglie, cinese ovviamente. Ci sono dei brevissimi sprazzi di riflessione su questa sua condizione: cinese nella formazione ma americano o, se vogliamo, occidentale, nel modo di fare e di ragionare. Sarà interessantissimo vedere il suo confronto con il brontolone e fidato maggiordomo Ah Sing della famiglia Ward in "Charlie Chan e il Custode delle Chiavi", un esilarante e ben congeniato giallo. Il migliore che abbia letto finora. In giro ho trovato solo sei titoli della serie di Charlie Chan:
  • The House Without a Key (Charlie Chan e la casa senza chiave) - (1925)
  • The Chinese Parrot (Charlie Chan e il pappagallo cinese) - (1926),
  • Behind That Curtain (Dietro il sipario) - (1928)
  • The Black Camel (Charlie Chan e il cammello nero) -  (1929)
  • Charlie Chan Carries On (La crociera del delitto) - (1930)
  • Keeper of the Keys (Il custode delle chiavi) - (1932)
Immagine di Charlie Chan e il cammello nero Immagine di Charlie Chan e la casa senza chiavi Immagine di Charlie Chan e il custode delle chiavi Immagine di Charlie Chan e il pappagallo cinese Immagine di Charlie Chan e la tragica promessa Immagine di Dietro quel sipario

Ciò che mi ha affascinato in questi libri è prima di tutto la struttura dei romanzi, mai banale, e spesso con un finale a sorpresa, scritti con un linguaggio perfettamente calato in un'epoca in cui l'eleganza nell'eloquenza e nella scrittura erano fondamentali nella società come nella letteratura (vedi Wilde o Hugo) e l'ambientazione, evocata come se fosse un quadro. E' come calarsi in un mondo lontano ed esotico. E poi, i dialoghi, in alcuni casi, esilaranti, ma efficaci  ed opportuni. Infine, naturalmente, il vero protagonista: Charlie Chan, quest'uomo
"molto grasso che camminava con il passo leggero e delicato di una donna. Le sue guance erano paffute come quelle di un bambino, la pelle era color avorio, i capelli neri erano tagliati corti e gli occhi color ambra erano a mandorla"
(Charlie Chan e la casa senza chiavi).
Un detective che sembra tutt'altro che acuto e intelligente, di poche ma giuste parole, che lascia cadere perle di saggezza cinese, ed è anche ironico per certi versi. Insomma, io ve li consiglio. Recentemente sono Biagio Bagini e Guido Michelone hanno scritto "A Charlie Chan piace il Jazz?" nella quale viene riesumato Chan e calato in due espisodi, ovviamente gialli mentre Howard M. Belin ha raccolto tutte le preziose pillole di saggezza di Chan nel suo "Charlie Chan's Words of Wisdom". Non li ho ancora comprati, ma mi riprometto di farlo presto!
 Immagine di Charlie Chan's Words of Wisdom Immagine di A Charlie Chan piace il jazz?
Tra l'altro, se sapete l'inglese, su Youtube ci sono alcuni video di film (con diversi interpreti del detective)ispirati al suo personaggio, le cui storie prima venivano rappresentate anche a teatro. Eccovi un assaggio e un video con le locandine . Se li trovate non perdetevi un solo libro di questo autore, io tra mercatino e siti online sono riuscita a trovarli tutti e sei. A presto!

jayperry alle 10:19 in: libri
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