Sabor a mi è una canzone brasiliana che ho scoperto guardando la telenovela Aqurela du Brasil (Vento di passione in Italia). E' un brano scritto da Luis Miguel, credo, nel tempo ci si sono cimentati molti cantanti, fra cui Mina.
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TESTO |
TRADUZIONE |
| TANTO TIEMPO DISFRUTAMOS DE ESTE AMOR NUESTRAS ALMAS SE ACERCARON TANTO ASI' QUE YO GUARDO TU SABOR PERO TU LLEVAS TAMBIEN SABOR A MI SI NEGARAS MI PRESENCIA EN TU VIVIR BASTARIA CON ABRAZARTE Y CONVERSAR TANTA VIDA YO TE DI' QUE POR FUERZA TIENES YA SABOR A MI NO PRETENDO SER TU DUEÑO NO SOY NADA YO NO TENGO VANIDAD DE MI VIDA DOY LO BUENO SOY TAN POBRE QUE OTRA COSA PUEDO DAR PASARON MAS DE MIL AÑOS, MUCHOS MAS YO NO SE SI TENGA AMOR LA ETERNIDAD PERO ALLA' TAL COMO AQUI' EN TU BOCA LLEVARAS SABOR A MI |
TANTO TEMPO ABBIAMO GODUTO QUESTO AMORE LE NOSTRE ANIME SI AVVICINARONO COSI' TANTO CHE IO CONSERVO IL TUO SAPORE PERO' ANCHE TU PORTI CON TE SAPORE DI ME SE TU NEGASSI LA MIA PRESENZA NELLA TUA VITA BASTEREBBERO I MIEI ABBRACCI E LE PAROLE CHE PER FORZA AVRESTI GIA' SAPORE DI ME NON PRETENDO DI ESSERE IL TUO PADRONE NON SONO NIENTE NON SONO VANITOSO DELLA MIA VITA DO IL MEGLIO SON TANTO POVERO CHE POSSO DARTI UN'ALTRA COSA SON PASSATI PIU' DI MILLE ANNI, MOLTI DI PIU' GIA' NON SO SE NELL'ETERNITA' C'E' AMORE PERO' LA' COME QUI IN BOCCA T SEMPRE AVRAI IL SAPORE DI ME |
La laurea. Ormai non è più un investimento, è un obbligo, un perverso scherzo del destino, forse. Oppure l'ineluttabile andazzo delle cose.
Inutile dire che sento un senso di stanchezza infinita.
Non mi interessa studiare, apprendere.Lo stress degli esami mi ha tolto questa gioia.
Attendo con ansia la liberazione. E se non avessi quel paio di persone a cui rendere conto, me ne fregherei degli ultimi due esami e manderei tutto a fanculo. Ma sì, diciamole pure le parolacce ogni tanto. Se ne sprecano tante attorno a me.
Domenica parto e vado dai miei a risolvere questioni che non mi competono per conto di una madre malata. Mi chiedo se a volte sia possibile che una donna rifiuti di curarsi, rifiuti ciò che é meglio per sè, anche quando le sue scelte stanno palesemente rovinando la sua vita e quella di chi la circonda, mi chiedo se è possibile aggrapparsi ad una speranza inutile, vana, inesistente.
Mi chiedo tante cose che non trovano risposta e ormai sono lanciata verso la rottura. O si cura, o non avrò più una madre. O sì, è scorretto da parte mia ma lo è anche da parte sua succhiarmi una parte di linfa, uccidermi i neuroni con l'ansia, il terrore, l'incertezza. Lo è quando una madre cerca una figlia che la sostituisca perché abbia tempo per illudersi tra una boccata e l'altra di sigarette che le uccidono lo stomaco.
NOn posso crederci. Io sto parlando così di mia madre. La stessa donna che porto a dieci palmi dal suolo.
Mi dicono che sono senza palle. Perché non ho affrontato subito, di petto, mia madre. Che comunque è pur sempre una madre, un'autorità pur non continuando a mantenermi.
La verità? Sono disperata. Gli studi non vanno mia madre sembra uno scheletro, io fratello è un disastro a scuola e quella megera di una preside vuole sbarazzarsene con l'assistente sociale.
Sono sola. Il mio compagno ha un miliardo di problemi ed i suoi sembrano sempre più grandi, anche se in fondo ho solo 23 anni...Vorrei tanto conforto, trovare una spalla su cui piangere, non dovermi commiserare. Sono dodici anni che faccio la seconda madre. Adesso basta.
Se mia madre non si cura, non ha più una figlia.
"Ha fatto scalpore il matrimonio collettivo organizzato nei giorni scorsi da Hamas dove sembra che le spose fossero bambine in tenera età. Diciamo sembra perché immediatamente sono nate due scuole di pensiero diverse.
Secondo la scuola di pensiero pro-Hamas, le spose sarebbero state delle vedove di “martiri” dell'ultima guerra a Gaza che, come vuole la tradizione, non avrebbero partecipato alla cerimonia pubblica e le bambine vestite da sposa sarebbero solo una specie di “comparsa”.
Secondo la scuola di pensiero contraria ad Hamas, in effetti le spose sarebbero proprio le bambine che si vedono nelle fotografie e nei video che riprendono la cerimonia pubblica, dimostrazione questa che Hamas e l'Islam più in generale non solo tollera il matrimonio tra uomini adulti e bambine piccolissime, ma che addirittura lo incentiva.
Stando a quanto affermano “eminenti personalità religiose islamiche” (mi si permetta il virgolettato) quali Hilman Rosyad Syihab, vice presidente del Parlamento indonesiano, l'Islam ammette il matrimonio con bambine piccolissime a patto che non venga consumato fino a quando la bambina non “diventi donna”, cioè fino a quando non ha la prima mestruazione, il che può avvenire anche prestissimo (8/9 anni). D'altro canto fu lo sceicco marocchino Mohamed Ibn Abderrahmane Al-Maghraoui che, ricordando che anche il Profeta Maometto prese in sposa Aisha quando questa aveva solo 7 anni, lo scorso settembre 2008 emise una fatwa secondo la quale “un bambina di nove anni è sessualmente matura” (cavolo ben due anni di più di quanti ne avesse Aisha, un lusso....).
Quindi non si capisce questo darsi tanto da fare da parte dei sostenitori di Hamas per difendere un atto che è ammesso apertamente dall'Islam. Si vuole forse porre rimedio al danno di immagine che hanno fatto ad Hamas le fotografie e i video diffusi in tutto il mondo? Certo che è rivoltante vedere bambine piccolissime vestite da spose dare la mano a uomini immensamente più grandi di loro e camminare al loro fianco, truccate come donne grandi, verso il matrimonio.
Secondo la scuola di pensiero pro-Hamas (o pro-Islam se volete) il fatto che nessun organo ufficiale abbia riportato o ripreso la notizia del matrimonio tra uomini adulti e bambine sarebbe la dimostrazione che non è avvenuto e che la teoria del matrimonio con “invisibili” vedove sarebbe quella giusta. In effetti potrebbe essere vero l'esatto contrario perché, per quanto ne sappiamo, non è arrivata da parte di Hamas nessuna smentita degna di questo nome alla teoria del matrimonio con le bambine. E' chiaro che un “organo di stampa ufficiale” prima di pubblicare una notizia che prefigura un “sacrificio di massa di piccole bambine” voglia avere la certezza che questo “atto di pedofilia collettiva” sia realmente accaduto. Il problema però è che Hamas si è chiusa a riccio ed è praticamente impossibile indagare sul fatto. Le bambine sono praticamente scomparse e delle “vedove invisibili” non se ne sa assolutamente niente. Rimangono le immagini che, mi dispiace per i sostenitori di Hamas, riportano una realtà rivoltante.
Per questo abbiamo deciso di tagliare la testa al toro. Ieri abbiamo inviato un esposto-denuncia alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite prefigurando un “atto di pedofilia collettivo” perpetrato ai danni di bambine di età inferiore ai 16 anni in aperta violazione delle più elementari norme di tutela dei minori. Ora sarà l'ONU (speriamo) a indagare su questo fatto dato che ad altre organizzazioni imparziali non è permesso farlo, a meno che non si voglia anche in questo caso tirare fuori la scusa (balla) della “non interferenza nelle religioni e usanze dei popoli”. Un atto di pedofilia rimane tale a qualsiasi latitudine della terra e in barba a qualsiasi tradizione o usanza religiosa."
Miriam Bolaffi (W.I.)
(http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1943)
Si dice che ogni verità ha due facce. Quelle bambine avevano un vestito da sposa ed erano truccate. la più "vecchia" avrà avuto 8 anni. Non è giusto. Le bambine non sfilano in abiti da sposa mano per mano con degli uomini che vanno a pregare o a fare chissà cosa. Mi fanno schifo i contest per bambini che fanno negli usa, figurarsi questo. Spero che l'Onu o l'Unicef facciano qualcosa Quanto ad Hamas e a tutti quelli che inneggiano a Dio,Allah o chi altro, sappiano che sono già puniti su questa terra con la vita che fanno ed una coscienza che starà già bruciando.
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2. Farsi dire subito quali saranno le mansioni e lo stipendio.
3. Accertarsi che il periodo di lavoro precedente il contratto sia o meno un periodo di prova e se questo verrà retribuito.
4. Non aspettarsi mai niente dal datore di lavoro.
5. Fare il proprio mestiere al meglio, cercare di imparare quanto più possibile e guardarsi intorno per eventuali migliori offerte, se lo si ritiene.
6. Rifiutare extra che non siano retribuiti, o se ne approfitteranno in eterno.
7. Evitare inutili confidenze e carinerie con il datore sul posto di lavoro.
8. Essere puntuali e precisi.

Prima di tutto il Parlamento è un luogo istituzionale in cui ci si presenta vestiti in modo decente. Per fare azioni di protesta c'è la piazza.
Secondo punto, Giorgio Napolitano è la prima carica istituzionale del paese, è il Presidente della Repubblica e non lo si apostrofa chiamandolo per nome o dandogli del tu.
Quella maglietta è uno spettacolo desolante e brutto tanto quanto il tizio che sputò in Parlamento o quell'altro che aveva stappato lo spumante quando cadde il governo.
Quando si capirà che c'è un momento ed un luogo per tutto?! Anche questo denota un imbarbarimento del livello della politica e della sua dialettica. Lo scontro non si basa su insulti o sistemi di dubbia serietà, bensì su toni che possono anche essere accesi ma sempre rispettosi.
Bah.
Meglio che mi vedo Conan il detective, oggi si scopre come mai due gemelli monozigoti sono morti entrambi alla stessa ora dello stesso giorno, cadendo dal balcone di due diversi palazzi.
E poi mi ha trovata il mio papà biologico. Forse papà è troppo affettuoso, ma "padre" è sacro, troppo profondo, denso di significati. Questa paternità in fondo non voluta, capitata, come capita di attraversare una strada sconosciuta e rischiare di essere falciati da una Rolls Royce a massima velocità.
Ritrovare un vecchio conoscente, è stato più o meno così: divertente, ha stuzzicato la mia innata curiosità.
Non so dove sia, non ha risposto a questa mia muta domanda nel messaggio che mi ha inviato.
Quasi non si ricorda di avere un secondo figlio. Non cerco un padre, uno mi basta e avanza e poi, tra parentesi, ho perso pure quello. Sono nato per essere orfanao di padre, e mi sta pure bene. Però la mia sorellina continua a farsi domande. Un giorno la pianterà anche lei e se ne farà una ragione nel suo, nel nostro precario equilibrio di persone che fingo di saper affrontare un rifiuto così netto primordiale. Una donna forte come nostra madre, come diavolo si è messa con uno che, con due botte a distanza di anni l'ha messa subito incinta e poi l'ha abbandonata? Cos'era, un progetto autolesionista?
Non dirò a Rory di questo inaspettato incontro.
Non serve.
E quando sarà finita anche questa novità-perché finirà- mi dimenticherò di nuovo di un tizio che ogni tanto si ricorda di aver contribuito ad umentare il peso sulla terra.
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Ho vissuto la mia adolescenza (quindi la parte essenziale della propria formazione) senza acqua calda, né corrente elettrica, senza tv, giochi elettronici, forno, nella capitale di un paese che invece si cibava di innovazioni, tecnologie.
La mia unica consolazione era la radio. Ciò mi ha fatto capire che in realtà, la musica dava un qualcosa in più alla mia vita. Ma ciò di cui avevo bisogno, ovvero le cose indispensabili erano le uniche cose di cui necessitassi. Abbiamo raggiunto il massimo della comodità, dalla macchina alle torce, ma in effetti,sembra non bastarci mai.
La letteratura, la scrittura, la filosofia, servono? Solo se ci piacciono e ci sono utili a sfondare barriere, a trovare la nostra dimensione, a saziare la nostra curiosità ed il nostro ego. ecco perché ci sono persone che non desiderano essere colte - se non per motivi di opportunità lavorative - ma preferiscono divertirsi, comprare abiti, viaggiare, andare alla disco; ed altre, invece, preferiscono "sapere". Poiché la conoscenza è potere ma anche sacrificio, sforzo, chiunque sa, si sente superiore al prossimo. Che si parli di calcio o di filosofia.
Ecco perché si può fare a meno di tutto nella misura in cui non ce ne serviamo, anche a costo della nostra vita.
La prof mi ha detto che parlo un italiano corretto, molto corretto, e che uso le terminologie proprie di chi ha studiato. Io intanto ringrazio Dio, e non lo faccio mai...ma oggi mi sento davvero nelle braccia del Cielo, perché sono ufficialmente a tre esami dalla laurea. Il mio ultimo anno di calvario sta per finire. Sto per diventare una dottoressa che può già vantare un titolo di giornalista, che lavora in un'agenzia di comunicazioni, collabora con il Comune, convive...
Voglio essere positiva oggi, anche se mi manca perdere tempo sul blog a cercare la frase più adatta ai miei racconti, mi manca essere creativa, mi manca leggere libri in lingua originale e fingermi un'intenditrice di idiomi...mi manca la leggerezza della vita. Eppure, diamine, ho solo 23 anni, un mese e due giorni! E di soddisfazioni, ne ho parecchie, se non altro professionali. D'accordo, non c'è da vantarsi per il primo anno fuori corso, ma ho fatto tanta di quell'esperienza che beh..se continua così non posso che arrivare lontano. Non vedo l'ora di tornare a spendere ore ed ore sul mio blog, ho tanto da raccontare....
E’ stato un cantante, cantautore, ballerino, compositore, musicista, arrangiatore e produttore discografico statunitense ed ora, a soli 50 anni e 10 mesi, è morto. Ok, è vero, un po' se l'è cercata...Ma Jacko Jacko ha scritto e cantato delle canzoni splendide.
Saperlo morto conclude un'era, quasi. Manca solo che muoia anche Madonna e sarà finita per una parte del pop, quella di spessore. Michael Joseph Jackson (Gary, 29 agosto1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009) é morto e non so perché ma mi lascia un po' di tristezza questo fatto. Mi dispiace per la sua famiglia, o ciò che ne rimane, e chissà che la sua anima adesso non si riposi per sempre. Per davvero.
Farrah Leni Fawcett (Corpus Christi, 2 febbraio 1947 – Santa Monica, 25 giugno 2009), è stata un'attrice statunitense, icona della cultura pop e un sex-symbol degli anni settanta, una dei tre angeli di Charlie, che ha lanciato una moda con i suoi splendidi capelli biondi, ed è stata anche sfortunata. Ha avuto due tumori a distanza di anni e alla fine, prima di lasciare questo postaccio chiamato mondo, non ha fatto neppure in tempo a sposarsi….
In fondo non siamo che esseri umani, e proprio per qesto, nelle nostre follie, nei nostri dolori, non possiamo che rispettare la vita e la morte e mandare un pensiero, o una preghiera, alle famiglie di queste persone.
R.I.P.


















